Tra cielo e terra PDF

Questa voce o sezione sull’argomento meteorologia non cita le fonti necessarie o quelle presenti sono insufficienti. Il cielo è lo spazio siderale percepibile della Terra o, per estensione, da un qualsiasi altro corpo celeste, visto dalla superficie. Generalmente di giorno il cielo tra cielo e terra PDF di colore azzurro, con sfumature rosse o gialle all’alba e al tramonto. In caso di fenomeni meteorologici in corso, esso assume una colorazione grigiastra, più o meno scura.


Författare: Harriet Beinfield.

Beinfield e Krongold, pionieri da oltre venticinque anni nella pratica dell’agopuntura e della medicina erboristica negli Stati Uniti, spiegano la filosofia che sta dietro la medicina cinese, come funziona e cosa può fare.

Il colore azzurro del cielo è più scuro in alta montagna, a causa della minore densità dell’atmosfera. Sulla Luna, e su tutti i corpi celesti dove l’atmosfera manca del tutto, il “cielo” è perennemente nero. Nell’antichità, e per tutto il Medioevo, si riteneva che il cielo fosse fatto di cristallo, cioè di un elemento trasparente e incorruttibile, che Platone e Aristotele chiamavano etere. La rivoluzione astronomica operata da Niccolò Copernico e Newton ha sostituito la visione dei cieli o delle sfere orbitanti con la traiettoria delle orbite percorse dai rispettivi pianeti. La luce visibile di colore bianco che proviene dal Sole è formata dalla sovrapposizione di onde elettromagnetiche di lunghezza variabile e da noi percepita come violetta, fino alla radiazione che ci appare rossa, passando per il blu, il verde, giallo e arancione. Le nuvole invece appaiono bianche a causa della maggiore dimensione delle particelle che le compongono rispetto all’aria. Il fenomeno della diffusione che colora il cielo e le nuvole è stato studiato da John William Strutt Rayleigh e prende il nome di scattering di Rayleigh.

Ciascun cerchio è costituito da bande di diversi colori: tradizionalmente si identificano sette colori. Aristotele, De Caelo, libro I, capp. Marco De Paoli Theoria motus: principio di relatività e orbite dei pianeti, pag. Questa pagina è stata modificata per l’ultima volta il 29 nov 2018 alle 22:08. Vedi le condizioni d’uso per i dettagli. La Biblioteca Apostolica Vaticana, una delle più antiche al mondo, contiene una delle più significative raccolte di volumi. Si considerano biblioteche tanto le raccolte costituite da privati per uso personale quanto quelle costituite da enti privati e pubblici.

In inglese si usa la parola library derivata dal latino liber, libro. Fonte: Giuliano Vigini, Glossario di biblioteconomia e scienza dell’informazione, Milano 1985. Biblioteca statale: biblioteca creata dallo Stato, da cui dipende. In molti Paesi, tra cui l’Italia, sono classificate come biblioteche statali le tre tipologie seguenti: Biblioteche nazionali: biblioteche pubbliche che svolgono funzioni di particolare importanza in materia di catalogazione e organizzazione dei servizi bibliografici di un Paese.

Biblioteca associata: biblioteca che fa parte di un sistema bibliotecario ma conserva autonomia gestionale e amministrativa. Biblioteca scolastica : biblioteca degli istituti d’istruzione primaria, secondaria di primo e secondo grado, riservata a studenti, docenti e personale in servizio nella scuola di riferimento. Biblioteca di famiglia: raccolta di opere e documenti bibliografici che formano il patrimonio di una famiglia e rappresentano gli interessi dei suoi componenti. L’esistenza di biblioteche nelle città-stato del Vicino Oriente antico è documentata da numerose testimonianze e reperti archeologici.

A Ninive gli archeologi hanno rinvenuto in una parte del palazzo reale di Assurbanipal 22. Abbiamo notizia di una biblioteca pubblica nell’Atene classica, fondata da Pisistrato intorno al 550 a. Tale informazione è tuttavia contestata dagli studiosi. La più celebre biblioteca dell’antichità è senza dubbio la Biblioteca di Alessandria, in Egitto, creata nel III secolo a. Anche a Roma esistevano grandi biblioteche, inizialmente private, come quelle famose di Attico e di Lucullo. La crisi che pervase il mondo occidentale dopo la caduta dell’impero romano interessò anche le biblioteche. La prima testimonianza medievale di una nuova biblioteca riguarda quella creata nel 550 da Cassiodoro nel Vivarium di Squillace in Calabria.

Nel Mediterraneo orientale, invece, le biblioteche continuavano a fiorire, innanzitutto la Biblioteca Imperiale o Palatina di Costantinopoli. Poi vi erano le biblioteche patriarcali, specializzate in testi cristiani, ed anche in questo ambito quella di Costantinopoli era la più importante. La formazione di grandi raccolte librarie riprese in Occidente con la rinascita carolingia, grazie soprattutto all’espansione dei monasteri benedettini. I frati impiegavano molto del loro tempo negli scriptoria, atelier di copiatura dei manoscritti associati alle biblioteche monastiche. La diffusione dei libri miniati fu uno stimolo notevole alla creazione di raccolte librarie presso le corti europee, come la biblioteca di Luigi IX.

Il Rinascimento fu l’epoca determinante per la nascita delle biblioteche in senso moderno. Accanto alle biblioteche “laiche” si svilupparono anche biblioteche ecclesiastiche. La più importante di esse è certamente la Biblioteca Apostolica Vaticana, fondata da papa Sisto IV nel 1475. Determinante per la nascita di grandi biblioteche fu l’invenzione della stampa, che verso la fine del XV secolo moltiplicò il numero e la disponibilità dei volumi, in quanto ridusse il costo della produzione libraria. Fuori d’Italia le più importanti biblioteche rinascimentali furono la Biblioteca Palatina di Heidelberg e la Biblioteca Corviniana di Budapest, poi smembrate. Nel XVI secolo la diffusione delle prime case editrici, soprattutto a Venezia, ad Amsterdam, a Lione, a Lipsia, favorì la circolazione degli esemplari delle opere in tutta Europa e quindi la loro raccolta nelle biblioteche. Vi erano poi importanti collezioni private di personaggi famosi, come Mazzarino e Richelieu, alla morte dei quali le raccolte confluivano nelle biblioteche pubbliche.

Lo sviluppo delle biblioteche si intensifica verso la fine del XVIII secolo e per tutto il XIX secolo, anche per il trasferimento delle collezioni private nelle strutture pubbliche. Nel 1800 viene fondata la Library of Congress di Washington. In questo periodo si assiste anche alla diversificazione delle attività bibliotecarie, mediante l’organizzazione di mostre, incontri di lettura e conferenze ed il miglioramento dei servizi offerti agli utenti. Lo sviluppo delle biblioteche pubbliche si intensifica in Italia a partire dagli anni 1970, in relazione alla legge n.

1975 sull’ordinamento delle Regioni che, in attuazione dell’articolo 117 della Costituzione, trasferiva alle Regioni le competenze sulle biblioteche di ente locale e sullo sviluppo della scuola dell’obbligo e della scolarizzazione. Sui ritardi nell’applicazione della normativa per la promozione e la valorizzazione dei Libro-bene-culturale, e sul conseguente difficile accesso al nostro patrimonio librario “conservato” nelle biblioteche pubbliche antiche o di qualsiasi altro “tipo”, vedi la raccolta ragionata di brani “fruizione negata”. La più vasta biblioteca del mondo è la Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti, contenente oltre 128 milioni di libri. Il Paese con il maggior numero di biblioteche: è la Russia, circa 65.

Il Paese con il maggior numero di biblioteche antiche: è l’Italia, che ha ventuno biblioteche del XII e XIV secolo. La biblioteca più affollata del mondo: è la New York Public Library, negli USA, che accoglie, ogni anno, 10 milioni di visitatori e ha oltre 3 milioni di membri registrati. A gennaio 2011 il suo patrimonio digitale consiste in 33 000 libri. 5,000 volumi, è probabilmente la biblioteca pubblica del più piccolo comune, composto infatti da un’unica abitante, al tempo stesso sindaco, amministratrice, e bibliotecaria. In Italia sono due: la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze e quella di Roma. Rudolph Pfeiffer, History of Classical Scholarship.