Tra inquietudine e fede. Corrispondenza (1967-1992) PDF

Sebbene fossero romeni, non era infrequente che i genitori, nel privato, parlassero anche in ungherese, idioma che il padre aveva imparato frequentando le scuole elementari ungheresi. Dopo gli studi classici compiuti al liceo Gheorghe Lazăr di Sibiu, all’tra inquietudine e fede. Corrispondenza (1967-1992) PDF di diciassette anni, Cioran iniziò a studiare filosofia presso l’Università di Bucarest. Avendo un’ottima conoscenza della lingua tedesca, i suoi primi studi s’incentrarono prevalentemente su filosofi quali Immanuel Kant, Arthur Schopenhauer e, soprattutto, Friedrich Nietzsche.


Författare: Emil M. Cioran.

Il presente volume raccoglie in maniera integrale lo scambio epistolare, costituito da cinquantatré missive, intercorso tra Emil Cioran e George Balan nel periodo 1967-1992. In pieno regime comunista, nell’agosto del 1965, Balan si imbatte per caso nella lettura dell’opera giovanile di Cioran “Cartea amagirilor” (1936). Nonostante questi sia considerato un pensatore “sospetto” dall’intellighenzia della Repubblica Socialista di Romania, finanche un “traditore”, per le posizioni critiche espresse dall’esilio parigino verso la nazione che gli ha dato i natali, Balan, affascinato dalla sua incantevole prosa, decide di approfondire la conoscenza dell’autore e di riabilitare la sua figura in patria. Inizia così tra i due intellettuali un intenso scambio epistolare, che si protrae negli anni e che lascia trasparire, al di là dell’amicizia, una diversa, opposta concezione riguardante il rapporto tra inquietudine e fede. La fervida spiritualità cristiano-ortodossa di Balan si scontra spesso con il profondo scetticismo di Cioran. Malgrado ciò, Balan è costretto a riconoscere nel pensatore di Ra?inari “uno degli spiriti più religiosi del secolo” e, al tempo stesso, un autentico “maestro” nell’evoluzione del proprio percorso esistenziale.

Durante i suoi studi fu anche influenzato dalle opere di Georg Simmel, Ludwig Klages e del filosofo russo Lev Šestov, che aggiunse al suo sistema di pensiero la convinzione che la vita sia arbitraria. Un francobollo commemorativo legionario della Guardia di Ferro, il movimento di destra a cui Cioran aderì brevemente in gioventù. Si laureò con una tesi sul filosofo francese Henri Bergson, che successivamente ripudiò, asserendo che costui non aveva compreso la tragicità della vita. Alcuni dei nostri amici crederanno che sono diventato hitleriano per ragioni di opportunismo. La verità è che qui ci sono certe realtà che mi piacciono e sono convinto che la cialtroneria autoctona potrebbe essere arginata, se non distrutta, da un regime dittatoriale.

In Romania solo il terrore, la brutalità e un’inquietudine infinita potrebbero far cambiare qualcosa. Lettera a Petre Comarnescu, 27 dicembre 1933. Al suo rientro in Romania, nel 1935, ebbe rapporti, fino alla vigilia della seconda guerra mondiale, con il locale movimento fascista della Guardia di Ferro, senza però aderirvi effettivamente. Di questa sua “infatuazione giovanile”, Cioran non ne andrà fiero e scrisse qualche anno dopo: Come ho potuto essere ciò che sono stato? Se fossi ebreo mi suiciderei all’istante. Nello stesso periodo, però, prova simpatia anche per il bolscevismo russo, anche se non ne approva il materialismo.

Nel 1936-1937 insegnò filosofia in un liceo maschile di Brașov: l’unico anno della mia vita in cui mi sia capitato di lavorare. Dal 1940 in poi, e ancora di più nel dopoguerra, cambiò radicalmente idea sugli ebrei, definendo ognuno di loro come suo “fratello nel dolore”, ancora prima che venisse fatta piena luce sullo sterminio avvenuto per mano nazista. L’epoca in cui ho scritto Trasfigurazione della Romania è per me incredibilmente lontana. A volte mi domando se sia stato proprio io a scriverlo. In ogni caso, avrei fatto meglio ad andare a spasso nel parco di Sibiu L’entusiasmo è una forma di delirio.

Così l’Ebreo ha il privilegio di vivere due volte la nostra condizione. Durante tutto il Medioevo gli Ebrei si fecero massacrare perché avevano crocifisso uno dei loro. Nessun popolo ha pagato così caro un gesto sconsiderato, ma comprensibile, e tutto sommato naturale. Nel dopoguerra, non prese più posizioni politiche definite, anche se si definì un “liberale intrattabile”.