Trattare con adolescenti devianti PDF

Il processo al minore, disciplinato dal d. L’intervento penale costituisce un momento altamente strutturato – in relazione ai vincoli, alle prescrizioni, agli obblighi che esso comporta – che svolge una funzione strutturante per la prospettiva di vita del minore, e quindi in questo senso preventiva, in quanto fornisce alcune coordinate attorno alle quali egli può costruirsi un diverso percorso evolutivo. 1, gli agenti di polizia giudiziaria possono accompagnare il minorenne colto in flagranza di un delitto non colposo, per il quale la legge stabilisce la pena della reclusione non inferiore nel massimo a cinque anni, nella sua abitazione familiare ovvero, se questa manca o non è indicata, in una comunità pubblica o autorizzata provvedendo a informare senza ritardo l’autorità giudiziaria minorile per i provvedimenti di sua competenza. 1 e 2, gli agenti di polizia giudiziaria devono tenere conto della gravità del fatto nonché dell’età e della personalità trattare con adolescenti devianti PDF minorenne.


Författare: Gaetano De Leo.

Un’esplorazione delle forme e dei modi di trattamento educativo, psicologico e sociale degli adolescenti che incontrano la giustizia penale.

389 c2 del codice di procedura penale, chi ha proceduto all’arresto o al fermo conduce il minorenne davanti al pubblico ministero ovvero presso la comunità pubblica o autorizzata da questi indicata. Il pubblico ministero può disporre che il minorenne rimanga presso la sua abitazione familiare. 1988 – La fase delle indagini preliminari non si discosta, quanto a modalità e natura degli atti d’investigazione, da quella regolata dagli artt. Procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni in funzione di pubblico ministero, mentre l’attività di ricerca della prova trova anche nel procedimento penale minorile la sua disciplina negli artt. 420-bis e 420-ter del codice di procedura penale, il giudice può disporre l’accompagnamento coattivo dell’imputato non comparso. In qualunque momento il giudice può disporre l’allontanamento dell’esercente la potestà dei genitori quando ricorrono le esigenze indicate nell’articolo 12 comma terzo.

La persona offesa partecipa all’udienza preliminare ai fini di quanto previsto dall’articolo 90 del codice di procedura penale. Il minorenne, quando è presente, è sentito dal giudice. Le altre persone citate o convocate sono sentite se risulta necessario ai fini indicati nell’articolo 9. Non è imputabile chi, nel momento in cui ha commesso il fatto, non aveva compiuto i quattordici anni in quanto, al di sotto di tale età, un soggetto non può essere considerato capace d’intendere e di volere.

Pertanto, in ogni stato e grado del procedimento il giudice, quando accerta che l’imputato è minore degli anni quattordici, pronuncia, anche d’ufficio, sentenza di non luogo a procedere trattandosi di persona non imputabile. Quando vi è incertezza sulla minore età dell’imputato è previsto che il giudice possa disporre, anche d’ufficio, una perizia. Quando anche dopo la perizia permangano dubbi sulla minore età, questa è presunta ad ogni effetto. E’ imputabile chi, nel momento in cui ha commesso il fatto, aveva compiuto i quattordici anni, ma non ancora i diciotto anni, se aveva capacità d’intendere e di volere, ma la pena è diminuita.

La “capacità di intendere e di volere” in un minorenne non è mai presunta ma deve essere sempre dimostrata. La valutazione concerne l’accertamento della capacità del minorenne, al momento della commissione del fatto, di rendersi conto del significato antisociale del reato compiuto e di valutarne le conseguenze. Durante le indagini preliminari il pubblico ministero può chiedere al giudice sentenza di “non luogo a procedere per irrilevanza del fatto” quando esistono tre condizioni: il reato è tenue, il comportamento del minorenne è occasionale, l’ulteriore corso del procedimento pregiudicherebbe le esigenze educative del minorenne. In presenta di tali condizioni, nell’udienza preliminare, nel giudizio direttissimo e nel giudizio immediato, il giudice pronuncia di ufficio sentenza di non luogo a procedere per irrilevanza del fatto. 149 del 5 – 9 maggio 2003 ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. Il giudice, tenuto conto della gravità del reato e della “capacità a delinquere” del minorenne, può astenersi dal pronunciare il rinvio a giudizio o, qualora si proceda al giudizio, può astenersi dal pronunciare condanna, quando si presume che il minorenne si asterrà dal commettere ulteriori reati. Sono misure limitative della libertà personale diverse dalla custodia cautelare che il giudice, tenuto conto delle esigenze cautelari e dell’esigenza di non interrompere i processi educativi in atto, può applicare nel corso del procedimento al minorenne imputabile: prescrizioni, permanenza in casa, collocamento in comunità.