Tutti gli scritti filosofici e di teoria dell’educazione PDF

Questa voce o sezione sull’tutti gli scritti filosofici e di teoria dell’educazione PDF psicologi non cita le fonti necessarie o quelle presenti sono insufficienti. Piaget, L’epistemologia genetica, Bari, Laterza, 1971, p.


Författare: Antonio Labriola.

Jean Piaget era il figlio maggiore di Arthur Piaget, docente universitario e di Rebecca Jackson. All’età di 11 anni, mentre frequentava la scuola Latina, scrisse un breve trattato su un passero albino: questo scritto venne pubblicato nel giornale di un museo locale ed è considerato l’inizio di una brillante carriera scientifica che lo portò a pubblicare oltre sessanta libri e diverse centinaia di articoli. Nella tarda adolescenza sviluppò un forte interesse per i molluschi, tanto da collaborare part-time con il direttore del Museo di Scienze naturali di Neuchâtel. Ancora prima del termine degli studi i suoi scritti divennero molto noti nell’ambiente dei malacologi tanto che gli venne offerta la cura della sezione molluschi del museo di storia naturale di Ginevra.

Dopo la scuola superiore studiò scienze naturali presso l’Università di Neuchâtel dove ottenne anche il Dottorato. Durante questo periodo pubblicò due scritti filosofici, che lui stesso considerava “scritti giovanili” ma che furono importanti nell’orientamento della sua futura attività. Dopo un semestre presso l’università di Zurigo, nel corso del quale sviluppò un forte interesse per la psicoanalisi, lasciò la Svizzera e si trasferì in Francia. Trascorse un anno lavorando presso l’École de la Rue de la Grange-aux-Belles un istituto per ragazzi creato da Binet. Nel 1921 divenne direttore dell’Institut J.

Rousseau di Ginevra, presso il quale iniziò le sue ricerche sugli schemi mentali dei bambini in età scolare. Jacqueline, Lucienne e Laurent il cui sviluppo intellettuale e linguistico furono oggetto di studio da parte di Piaget. Dopo la seconda guerra mondiale divenne presidente della Commissione Svizzera dell’UNESCO. Fondò la School of sciences presso l’Università di Ginevra. Lo stesso argomento in dettaglio: Epistemologia genetica. Piaget dimostrò innanzitutto l’esistenza di una differenza qualitativa tra le modalità di pensiero del bambino e quelle dell’adulto e, successivamente, che il concetto di capacità cognitiva, e quindi di intelligenza, è strettamente legato alla capacità di adattamento all’ambiente sociale e fisico.

Riprendendo le idee di James Baldwin, sostiene che i due processi caratterizzanti l’adattamento siano l’assimilazione e l’accomodamento, che si avvicendano durante l’intero sviluppo. L’assimilazione consiste nell’incorporazione di un evento o di un oggetto in uno schema comportamentale o cognitivo già acquisito. Quando una nuova informazione non risulta immediatamente interpretabile in base agli schemi esistenti il soggetto entra in uno stato di disequilibrio e cerca di trovare un nuovo equilibrio modificando i suoi schemi cognitivi incorporandovi le nuove conoscenze acquisite. Nei suoi studi sull’età evolutiva Piaget notò che vi erano momenti dello sviluppo nei quali prevaleva l’assimilazione, momenti nei quali prevaleva l’accomodamento e momenti di relativo equilibrio. Ancor più, individuò delle differenze sostanziali nel modo con il quale, nelle sue diverse età, l’individuo si accosta alla realtà esterna e ai problemi di adattamento che essa pone. Dalla nascita ai 2 anni circa.

Foto di gruppo della Jean Piaget Foundation, scattata davanti alla Rousseau Institute. Per Piaget si ha intenzionalità quando il lattante comincia a differenziare il proprio corpo dagli oggetti esterni e agisce sulla realtà esterna in vista di uno scopo. Dagli 0 ai 2 anni il bambino acquisisce il senso della permanenza dell’oggetto. Il centro d’interesse per le azioni è il proprio corpo. L’esempio è la suzione del dito, trovandola piacevole il bambino la ripete per lunghi periodi. Agitando un sonaglio provoca dei rumori piacevoli e cerca di ripetere l’azione per riprodurre il suono, prolungando il piacere ricevutone.

Anche in questo caso le azioni vengono scoperte casualmente. 8 e i 12 mesi si forma nella memoria l’esperienza senso-motoria, il bambino impara dalle sue azioni e quindi è in grado di anticiparne il risultato. Per esempio riprende un’azione su un oggetto dopo averla interrotta. Consistono nello stesso meccanismo descritto in precedenza ma effettuato con variazioni, nasce l’interesse per la novità. Ad esempio afferrare e battere un oggetto contro superfici diverse. In questo stadio il bambino è in grado di usare i simboli.