Un angelo sulle punte PDF

Roma Castel s Angelo dic 2017. Mole Adrianorum o Castellum Crescentii nel X-XII sec. Lo stesso argomento in dettaglio: Arte adrianea. All’interno, pozzi di luce illuminavano la rampa elicoidale in laterizio rivestita in un angelo sulle punte PDF che collegava il dromos alla cella posta al centro del tumulo.


Författare: Eleonora Abbagnato.

Quest’ultima, quadrata e interamente rivestita di marmi policromi, era sormontata da altre due sale, forse anch’esse utilizzate come celle sepolcrali. Il mausoleo ha preso il suo nome attuale nel 590. In quell’anno Roma era afflitta da una grave pestilenza, per allontanare la quale venne organizzata una solenne processione penitenziale cui partecipò lo stesso papa Gregorio I. Agli inizi del VI secolo venne adibito a prigione di Stato da parte di Teodorico. Nella seconda metà del X secolo il castello passò in mano ai Crescenzi e vi rimase per un secolo, durante il quale i Crescenzi lo rafforzarono al punto da imporre alla costruzione il loro nome: Castrum Crescentii.

Nel 1367 le chiavi dell’edificio vennero consegnate a papa Urbano V, per sollecitarne il rientro a Roma dall’esilio avignonese. Nel 1379 il Castello venne quasi raso al suolo dalla popolazione inferocita contro la guarnigione francese lasciata a presidio del castello da Urbano V. Inoltre provvide al rifacimento del Ponte Sant’Angelo, crollato in occasione della manifestazioni giubilari. I lavori voluti da Alessandro VI non furono diretti solo al potenziamento della struttura difensiva dell’edificio: il papa dotò il castello di un nuovo appartamento, che fece affrescare dal Pinturicchio, e aggiunse giardini e fontane. Nel corso del suo pontificato Alessandro trasformò il castello, nel quale egli amava risiedere, in una sontuosa reggia dove organizzava banchetti, feste e spettacoli teatrali. Nella stanza si trovava anche una vasca, nella quale l’acqua veniva versata da una bronzea Venere nuda, poi andata perduta.

Il sacco di Roma dimostrò l’utilità del castello ai papi, che intrapresero grandiosi lavori di adattamento e vi installarono una vera e propria residenza papale. Nel 1630 Urbano VIII distrusse tutte le fortificazioni anteriori, compreso il torrione Borgia tra il ponte e il castello, e trasferì sul lato destro il portone principale. Inoltre fece costruire una grande cortina muraria frontale. Tra il 1667 e il 1669 Clemente IX fece collocare dieci angeli in marmo sul Ponte Elio: da allora anche il ponte viene chiamato Sant’Angelo.

Nell’Ottocento il castello venne utilizzato esclusivamente come carcere politico, chiamato con il nome di Forte Sant’Angelo. Angelo prima dei restauri del 1901. Notare l’orologio, il portone decentrato rispetto al ponte, gli edifici da caserma dietro il muro, i bastioni invisibili. Dopo l’Unità d’Italia venne inizialmente impiegato come caserma, poi fu destinato a museo. Il museo nel 2016 è stato visitato da 1 234 443 persone risultando il 5º museo italiano per numero di visitatori. Dal dicembre 2014 Castel Sant’Angelo è passato in gestione al Polo Museale del Lazio.