Un autistico in famiglia PDF

Unico libro pubblicato in vita da Wittgenstein un autistico in famiglia PDF il Tractatus logico-philosophicus, dedicato alla memoria del suo amico David Hume Pinsent, la cui prefazione venne curata dal filosofo e matematico Bertrand Russell. Il filosofo Bertrand Russell lo ha descritto come “il più perfetto esempio di genio che abbia mai conosciuto: appassionato, profondo, intenso, e dominante”. L’estrema analiticità e precisione del filosofo sono le cause di molte incomprensioni di questa grande opera che, a differenza delle altre pubblicate dagli eredi, non è affatto equivoca.


Författare: Luigi Mazzone.

Prefazione di Gianluca Nicoletti. L’autismo è una delle emergenze sanitarie più importanti dell’ultimo decennio (oggi è la prima causa di handicap in Italia), eppure i genitori sono spesso lasciati senza una guida reale, che fornisca i consigli adeguati per affrontare prima il peso di una diagnosi non facile da accettare e successivamente il percorso di crescita del loro figlio/a autistico. Questo libro vuole essere un agile e pratico prontuario che aiuterà padri e madri a scegliere il percorso di cura più adeguato da seguire, ma anche ad affrontare piccole problematiche come i pasti (spesso gli autistici sono molto selettivi) e il sonno, a gestire le ritualità e gli interessi ristretti dei loro bambini, a controllarne i momenti di agitazione e aggressività. E, ancora, l’inserimento a scuola e la scelta di un’attività sportiva idonea; la sessualità in fase adolescenziale e in età adulta. Il capitolo finale illustra i progressi della ricerca e affronta il tema dell’autismo in età adulta, in particolare approfondendo le problematiche che un genitore che diventa anziano dovrà affrontare pensando che cosa sarà del figlio/a quando inevitabilmente verrà meno il suo supporto.

Il metodo di numerazione di ogni gruppo di proposizioni rende facile l’interpretazione rispetto alla maggior parte delle opere pubblicate postume, queste ultime spesso oscillanti nella metodologia di presentazione dei frammenti. Lo stesso argomento in dettaglio: Tractatus logico-philosophicus. Ebbe un’esperienza di cinque anni nella guerra, durante i quali portò a compimento la stesura del Tractatus. La pubblicazione del Tractatus però fu un problema. Lavorò come insegnante in diverse scuole elementari nei distretti di Schneeberg e Semmering, dove pubblicò il suo secondo e ultimo libro: il Dizionario per le scuole elementari, di solito molto trascurato dalla critica ma importante per stabilire la costanza degli interessi logici dell’autore.

Nel continuo vagabondare di Wittgenstein, l’università di Cambridge rappresenta un punto fisso. Nel 1929 prese definitivamente cittadinanza inglese. Per ottenere una borsa di studio, scrive una serie di appunti, pubblicati postumi col titolo di Osservazioni filosofiche. L’opera tuttavia non contiene l’intera mole di scritti che Wittgenstein elaborò in questo periodo. Tutti questi appunti confluiscono poi nell’opera matura Ricerche filosofiche, pubblicata anch’essa postuma. In questi lavori, Wittgenstein compie il passaggio, in sostanza un reale cambiamento dal Tractatus. Wittgenstein ha privilegiato sempre la logica, ritenendo che la matematica sia un metodo della logica.

In sintesi, per Wittgenstein la matematica è un sottoinsieme della logica, mentre per Russell, Ramsey e Frege la logica è un sottoinsieme della matematica. Ad esempio, il particolare problema logico di rappresentare i colori nella notazione logica, scandisce il passaggio dall’ottica del Tractatus alla nuova impostazione delle Osservazioni filosofiche. In gioco infatti sta l’idea stessa della contraddizione. La cosa in matematica è assurda perché si dovrebbe esibire il 5 senza il suo contenuto di 3 cioè 2. Il desiderio di generalità è all’opera anche nel filosofo quando questo cerca a mo’ di scienziato di definire le parole. Nel Libro marrone continua l’analisi dei giochi linguistici anche se subentra una sottile critica al concetto di somiglianza particolare, peculiare. Tanto può bastare per capire l’ampiezza filosofica di queste riflessioni che solo un archivista a corto di termini potrebbe definire come filosofia del linguaggio.