Un viaggio (e ritorno) nei canti orfici PDF

Trascorre l’infanzia in modo un viaggio (e ritorno) nei canti orfici PDF sereno nel paese natìo, ma intorno all’età dei quindici anni gli vengono diagnosticati i primi disturbi nervosi, che – nonostante tutto – non gli impediranno comunque di frequentare i vari cicli di scuola. Frequenta le elementari a Marradi, poi frequenta la terza, quarta e quinta ginnasio presso il collegio dei Salesiani di Faenza.


Författare: Marchi Samuele.

Il volume è veramente un nuovo contributo di lettura dell’opera del poeta e ingloba in sé quei processi evolutivi del linguaggio a cui sempre più frequentemente i giovani fanno riferimento. La scrittura che quasi fisicamente si mescola sia con il viaggio che Campana compie e che l’autore ripercorre sulle orme del poeta, sia con la lettura originale e anti-accademica della poesia, porta a quella contaminazione tra scrittura, poesia e arte che sono il vero stimolo di ogni ricerca e di ogni studio. L’interesse di questa pubblicazione risiede appunto nel diverso modo di vedere e sentire le sensazioni che la scrittura può dare aprendo quindi la mente a recepire anche gli stimoli che provengono da quelle sfaccettature spesso in ombra e quasi nascoste che si celano in ogni opera poetica. Le incisioni di Agim Sako che accompagnano questo testo sono anch’esse scelte nell’ottica di una sempre maggiore contaminazione tra scrittura ed arte per una effettiva e fattiva crescita culturale. Presentazione di Francesco Benozzo.

Dopo il conseguimento del diploma di maturità, Dino, all’età di diciotto anni, si iscrive, nell’autunno del 1903, presso l’Università di Bologna, al corso di laurea in Chimica pura, e nel gennaio dell’anno successivo entra far parte della scuola per gli ufficiali di complemento di Ravenna. Il poeta espresse il suo “male oscuro” con un irrefrenabile bisogno di fuggire e dedicarsi ad una vita errabonda: la prima reazione della famiglia, del paese e successivamente anche dell’autorità pubblica, fu quella di considerare le stranezze di Campana come segni lampanti della sua pazzia. Risale intorno al 1907 un suo viaggio in Argentina, presso una famiglia di lontani parenti emigrati, caldeggiato dagli stessi genitori per liberarlo dal tanto odiato paese natìo, e probabilmente perché il conflitto con la madre si era fatto ormai insanabile. Nel 1913 Campana si reca a Firenze, presentandosi alla redazione della rivista Lacerba di Giovanni Papini e Ardengo Soffici, suo lontano parente, a cui consegna il suo manoscritto dal titolo Il più lungo giorno. Dopo qualche mese di attesa irrisposta, Campana scende da Marradi a Firenze per riprendersi il manoscritto.