Un viaggio femminile lungo quarant’anni PDF

Malombra è il primo romanzo scritto da Antonio Fogazzaro intrapreso nei primi anni del ’70, terminato in bella copia autografa il 22 dicembre 1880 e pubblicato a Milano da Brigola nel 1881. Il romanzo è un viaggio femminile lungo quarant’anni PDF nel 1864 in un luogo non ben precisato. L’autore lo indica con una semplice lettera puntata: R.


Författare: Enrico Veronesi.

La storia della condizione femminile dal 1908 fino alla caduta del fascismo.

Si sa che è sulle rive di un lago lombardo, identificabile con il piccolo lago del Segrino, tra Como e Lecco. I protagonisti sono Corrado Silla e Marina Crusnelli di Malombra. Nella prima parte sono presenti entrambi, nella seconda solo Marina, nella terza solo Corrado, nella quarta, infine, di nuovo entrambi. Il carattere dei personaggi verrà puntualmente ripreso nei romanzi successivi: l’intellettuale idealista mortificato dall’inettitudine, l’aristocratica, sensuale e psicotica protagonista, lo schietto umorismo dei personaggi minori, di gusto provinciale, che mitiga il drammatico svolgimento della storia. Corrado Silla, giovane e sconosciuto scrittore, autore di un romanzo sentimentale intitolato “Un sogno” scritto con lo pseudonimo di Lorenzo, viene chiamato da Milano, dove vive, a R. Cesare d’Ormengo che, devoto alla memoria della madre del giovane e sapendolo in ristrettezze economiche, vuole offrirgli un impiego: si tratta di scrivere un trattato scientifico-letterario.

Dopo la scoperta di quegli oggetti, la marchesina legge per caso il romanzo “Un sogno, racconto originale italiano di Lorenzo”, il cui autore non è altri che Silla. La giovane decide così di scrivere una lettera a costui per chiedergli cosa pensasse della libertà e della plurimità delle esistenze. Silla le risponde, illudendosi di avere a che fare con una nobil donna dai saldi valori. Nei giorni seguenti, durante una partita a scacchi tra Silla e Marina, questa gli dice di essere stata offesa da alcune parole contenute in una lettera ricevuta, parole che il giovane riconosce come sue. Corrado si rende conto così che la marchesina è la sua corrispondente Cecilia. Nella notte, prima di partire, il giovane incontra Marina sul lago, a bordo della sua lancia Saetta.

Corrado non è più a R. Venezia al Palazzo i parenti del conte, i cugini contessa Fosca Salvador e il figlio Nepo. Il cugino vorrebbe sposare la marchesina per ottenere le ricchezze del conte e risanare così le limitate finanze dei Salvador. Con loro è arrivata la dolce Edith, che ha avuto un passaggio in barca per raggiungere il Palazzo grazie alla contessa Salvador.

Silla ed Edith si trovano a Milano. Il giovane è ora un allievo del suo caro amico Steinegge. Nasce in lui un’attrazione sentimentale per la figlia dell’insegnante, la quale, pur ricambiando questo sentimento per lo scrittore, si sente turbata e indecisa. Il ritorno di Corrado alla villa accentua la follia di Marina, che crede di vedere in lui l’antico amante di Cecilia, l’ufficiale Renato. Quando i due si rivedono, Silla si dimostra appassionato e la marchesina gli dà appuntamento per la sera successiva.

Intanto Edith e Steinegge ritornano a R. Innocenzo, presso cui padre e figlia rimarranno ospiti per qualche tempo. La sera Silla incontra Marina, che lo porta nella sua stanza. Lui desidera l’amore, ma lei vuole prima convincerlo della sua reincarnazione, quindi gli fa leggere il manoscritto dell’antenata. Silla ne rimane sconvolto, non credendo alla reincarnazione di Cecilia. Marina vorrebbe convincerlo per la necessaria punizione del conte, cosa che il giovane rifiuta quando si rende conto della follia della marchesina. Marina è sempre più preda della pazzia.

L’ossessione della giovane giunge al parossismo: pensando che lo scrittore non la ami più, perde definitivamente il lume della ragione, si avvicina a Corrado nel salotto e, dopo avergli augurato buon viaggio, lo uccide con un colpo di pistola al cuore. Poi riesce a fuggire, nonostante il tentativo da parte dei presenti di fermarla. La giovane scompare con la sua imbarcazione in Val Malombra. Di origini nobili, figlia unica di una Contessa, sorella del Conte Cesare d’Ormengo, e del Marchese Filippo Crusnelli di Malombra, un gentiluomo lombardo, la giovane Marchesina visse a Parigi tra il ’49 e il ’59. Marina perdette colà sua madre e passò dalle mani di una severa istitutrice belga a quelle di Miss Sarah, una governess inglese, giovane, bella e vivace”. Era il 1864, Marina aveva così ventitré anni, ma: “Non si sgomentava della futura dimora, anzi si compiaceva dell’idea di questo Palazzo perduto fra le montagne, dove vivrebbe come una Regina bandita che si prepari nell’ombra e nel silenzio a riprendere il trono. Piena di bellezza e di talento, brillante ed elegante, con animo ribelle, fiero e indomito, Marina di Malombra è altresì superba e sprezzante, irrequieta, annoiata, ricca di odio e, allo stesso tempo, volubile, capricciosa, piena di sarcasmo e “pensieri torbidi”.